Graziano Basso | Della Spiga Immobili di Pregio

Dal 1993, l’agenzia immobiliare Della Spiga Immobili di Pregio è specializzata negli immobili di lusso.

 

Guidare il cliente

È nel famoso quadrilatero della moda di Milano, in via Della Spiga, che Graziano Basso decide nel 1993 di aprire un’agenzia immobiliare volendo offrire ai propri clienti un servizio di alta qualità e soprattutto completo. Via esclusiva, agenzia di pregio. Infatti, Della Spiga  Immobili di Pregio, si occupa esclusivamente di proprietà di lusso ma il suo campo d’azione si estende anche al settore turistico alberghiero a cinque stelle in Italia e nel mondo intero. Dei beni che non smettono di appassionare ed affascinare il suo fondatore che ha saputo dare alla sua agenzia, negli ultimi trent’anni, l’impronta della professionalità e dell’esclusività dietro ogni nuova trattativa . “Ogni appartamento, ogni casa, ogni residenza ha la sua storia, tocca a noi sapere come raccontarla, sapere come comunicare le sue caratteristiche ma senza convincere l’acquirente. Il cliente sa cosa deve fare, siamo qui per consigliarlo , aiutarlo a ragionare e trasmettere il piacere che abbiamo di presentargli questo bene specifico”, racconta Graziano Basso. Perché all’interno di questa agenzia, i beni immobiliari sono meticolosamente selezionati. “Prendiamo solo proprietà che ci piacciono, in cui crediamo”.

 

Servizi distinti

Poiché il settore immobiliare di lusso è un business delicato e importante, questa agenzia immobiliare offre ai propri clienti, sia acquirenti che venditori, servizi specifici a 360 gradi. Da Della Spiga infatti è possibile discutere della parte legale e fiscale legata agli investimenti fino alla parte più creativa con un team incaricato di fornire al cliente una serie di servizi completi fino alle chiavi in mano. “Una vendita si costruisce e si coltiva”, spiega Graziano Basso. “Accompagniamo il cliente in tutte le fasi fino alla finalizzazione della vendita o dell’acquisto e anche dopo, siamo sempre presenti.” Un contatto privilegiato basato sulla fiducia che dura nel tempo. “Ci prendiamo cura del cliente dandogli un’attenzione speciale, continua, e riceviamo mensilmente da lui dei feedback specifici che ci aiutano a migliorare costantemente il nostro servizio.” Garantendo non solo la conoscenza del mercato immobiliare di alto livello ma anche un’organizzazione di gestione impeccabile, l’agenzia è diventata un punto di riferimento a Milano.

 

Opportunità in Italia e all’estero

Da Portofino alla Toscana, da Roma alla Costa Smeralda, Della Spiga Immobili di Pregio interviene in aree eccezionali, spesso di rara unicità. Estende inoltre il suo campo d’azione alla Costa Azzurra, a Londra, a Parigi, a New York e in Svizzera. Ogni volta, il team di collaboratori che compongono questa agenzia si rende sul posto, per rendersi conto del prodotto e conoscere il venditore. “Agiamo con mandati esclusivi. Questo tipo di settore risponde ad un fabbisogno versatile e talvolta assai delicato: trattandosi di beni di lusso, non sempre si possono rivelare dettagli legati alla loro pubblicità e alla loro commercializzazione.” Ogni vendita diventa allora per Graziano Basso una sfida che affronta con entusiasmo e successo. Il suo segreto? “Comunicare con semplicità, saper spiegare al cliente lo stato delle cose, punto per punto, con grande sincerità”. Una filosofia che ha fatto le sue prove. Quando i clienti varcano la porta dell’agenzia, oltre a percepire una grande professionalità, si sentono protetti, presi per mano e guidati nella giusta direzione. “In trent’anni di esperienza, non ho mai perso un cliente, e non ho mai sbagliato una valutazione, quando sono di fronte a una proprietà, sono sempre il primo acquirente.” Un’intuizione che Graziano Basso mette a disposizione di suoi clienti, molti dei quali sono diventati amici e che ha contribuito alla prestigiosa reputazione di questa agenzia, in armonia con ciò che offre.

I prezzi degli affitti a Manhattan stanno diventando piu’ accessibili.

 

Ogni tre anni il U.S. Census Bureau fa un’indagine sull’incidenza media dei costi di locazione sul reddito medio delle famiglie nella citta’ di New York (NYC). Incredibile ma vero, lo studio completato nel 2017, riporta che il costo dell’affitto e’ diventato, se non lieve, diciamo meno doloroso sul bilancio delle famiglie.

Due sono i drivers di questo nuovo trend:

1) Una forte economia locale in crescita continua da quasi 10 anni ha sollevato i redditi anche dei ceti piu’ disagiati e la crescita dei posti di lavoro ha reso piu’ digeribile il costo delle locazioni. Quando la marea si alza, porta su tutte le barche.

2) I costi delle locazioni invece sono cresciuti piu’ lentamente dell’economia in generale in quanto un eccesso di produzione di unita’ abitative ha sensibilmente aumentato la vacancy rate con l’effetto di calmierare il mercato delle locazioni.

La vacancy rate (indice inverso della tensione abitativa) infatti e’ la piu’ alta dal 1996, ma 21 anni fa la debolezza dell’economia locale aveva portato a una minore domanda e quindi una maggior percentuale di sfitto, ora l’indice cresce a seguito di una maggiore offerta di abitazioni costruite sull’onda dell’euforia economica.

Lo stock abitativo dei cinque quartieri della citta’ di New York e’ attualmente di 3,47 milioni di unita’ con un incremento di 117mila unita’ dal 2011 al 2017. Altre 50.000 unita’ abitative raggiungeranno il mercato tra il 2018 e il 2019 (Nancy Packes Data Service).

La maggior vacancy  si registra a Manhattan dove per gli affitti di mercato superiori ai $2500 ha raggiunto l’ 8,74% e scende al 6,07% se si includono anche gli affitti inferiori ai $2500 per i quali c’e’ ancora grande penuria.

Insomma le statistiche anche a New York risentono dell’effetto ‘Trilussa’ e se e’ vero che la tensione abitativa e’ diminuita per gli affitti medi e medio alti e’ ancora molto alta per gli affitti bassi. Nel Bronx – per paragone- la vacancy e’ del 2,71%, 3 volte quella di Manhattan.

Un’altra buona ragione per considerare un investimento nel Bronx dove ancora si compra bene e si affitta meglio che in altre parti della citta’!

INVESTIRE AD HARLEM CON 100.000 DOLLARI SI PUO’ E RENDE BENE

Abbiamo individuato un lotto edificabile di 21 metri di fronte per 30 di profondità nell’Harlem “buono” sulla 116ma strada, appena ad ovest della Fifth Avenue e a mezzo isolato da due linee di metropolitana che in venti minuti di tragitto portano al Midtown. Sarà possibile costruire 2.700 mq netti di residenziale.

Il prezzo di vendita delle unità sarà molto competitivo (circa la metà del costo di una costruzione equivalente a due fermate di metropolitana) e sarà abitabile entro 18/24 mesi. Il costo totale dell’operazione sarà di 25,5 milioni di dollari, con un finanziamento pre-approved di 16 milioni di dollari.

Il capitale rimanente necessario per iniziare l’opera sarà suddiviso in 95 quote da 100.000 dollari. Le prime 15 quote saranno sottoscritte dal promotore mentre 80 quote saranno vendute singolarmente a investitori che potranno partecipare con una o più quote assieme al costruttore all’operazione. I ritorni probabili sono del 50% in due anni.

UN CLUB DEAL A 100 MILA DOLLARI

C’è un’ottima opportunità in Club Deal che abbiamo individuato nella Harlem “buona” sulla 116ma strada, appena ad ovest della Fifth Avenue e a mezzo isolato da due linee di metropolitana che in venti minuti di tragitto portano al Midtown. Si tratta di un lotto edificabile – 21 metri di fronte per 30 di profondità – dove sarà possibile costruire 2.700 mq netti di residenziale.

Della Spiga Immobili di Pregio , Milano in collaborazione con Vivaldi Real Estate , New York agisce da Investment Manager coordinando la partecipazione dei Limited Partners Club Deal. Il luogo dove sorgerà il condominio è situato a pochi isolati di distanza dalla Columbia University e a soli 100 metri dalla fermata espresso delle linee 2 e 3 che collegano Central Harlem a Times Square in 5 fermate, a soli sei brevi blocchi da Central Park.

Il prezzo di vendita delle unità sarà molto competitivo – circa la metà del costo di una costruzione equivalente a due fermate di metropolitana – e sarà abitabile entro 18/24 mesi. Il costo totale dell’operazione sarà di 25,5 milioni di dollari, con un finanziamento pre approvato di 16 milioni di dollari. Il capitale rimanente necessario per iniziare l’opera sarà suddiviso in 95 quote da 100.000 dollari. Le prime 15 quote saranno sottoscritte dal promotore mentre 80 quote saranno vendute singolarmente a investitori che potranno partecipare con una o più quote assieme al costruttore all’operazione. I ritorni probabili sono del 50% in due anni.

Tutta l’area di Central Harlem ha visto negli ultimi 6 anni una grande riqualificazione guidata da artisti, attori, musicisti e giovani coppie di professionisti che preferiscono la comodità di vivere a Manhattan rispetto a Brooklyn, e trovano proibitivi i prezzi della Upper West Side (tra i 20 e i 23 mila dollari al metro quadro). Ad Harlem il risparmio è del 40% ed è attraente per questa categoria medio alta di acquirenti, e per professori e personale della Columbia University, oltre che pee gli studenti fuori sede.

È UN’OCCASIONE DI AFFORDABLE LUXURY

Soho non è solo il quartiere di riferimento di New York per lo shopping, i locali notturni, per l’arte e per la cultura, ma rappresenta anche un importante laboratorio nelle tendenze dell’edilizia di lusso che sta vivendo un momento di crisi a Manhattan. Il nuovo trend per contrastare la crisi è quello dell’AFFORDABLE LUXURY combinato con nuove proposte finanziare che permettano una sorta di soddisfatti o rimborsati.

Affordable luxury significa attenta pianificazione degli spazi e dei materiali per offrire un appartamento confortevole, con servizi e finiture di lusso nella nuova Soho vicina all’Hudson River a circa un 25% di risparmio rispetto al extra lusso che ha caratterizzato la produzione negli ultimi anni.

Nell’enclave residenziale di Hudson Square, un tempo sede del distretto delle stamperie e attualmente uno di quartieri più ambiti di Manhattan la Vivaldi Real Estate rappresenta il Soho Broome. Situato al 570 di Broome street è un esempio di affordable luxury, posizionato a pochi civici di distanza da un palazzo extra luxury disegnato da Renzo Piano (565 Broome).

Il mercato immobiliare di Manhattan è caratterizzato da un’offerta limitata e da una domanda internazionale, ma la smart money sa che i costi dell’extra luxury sono giustificati solo per il gusto di un uso proprio. Per investimento meglio scegliere unità condominiali più in linea con i trend delle locazioni. Al Soho Broome prevediamo infatti rendimenti di trading che raggiungono quasi l’80% di Return on Equity in due anni. Certo occorre essere clienti del Private Banking in grado di finanziarsi all’1% o meno.

COME LA GUERRA DI DONALD TRUMP AGLI STATI LIBERAL POTREBBE CALMIERARE I PREZZI A NEW YORK.

Quando è stato eletto Donald Trump nessuno a New York avrebbe mai potuto immaginare che il noto costruttore, le cui fortune hanno fondamenta solide nella Grande Mela, potesse prendere delle misure molto negative per il mercato immobiliare della città

Invece Trump ha dimostrato più fedeltà al suo elettorato repubblicano che non alla sua città e al suo stato che, come la maggior parte degli stati più popolosi e progrediti, è chiaramente di “sinistra” e “anti Trump”.

La proposta di riforma fiscale, infatti, qualora passasse, favorirebbe gli Stati più poveri dove il costo delle abitazioni è più basso e minore la tassazione locale, favorirebbe proprio gli stati di “destra” geograficamente all’interno del Paese che costituiscono la base elettorale di Trump.

Sarebbe invece un grande colpo per le città Democratiche come New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago e Boston dove i prezzi delle abitazioni sono più alti e maggiori le tasse imposte

Quando è stati eletto Donald Trump nessuno a New York avrebbe mai potuto immaginare che il noto costruttore, le cui fortune hanno fondamenta solide nella Grande Mela, potesse prendere delle misure molto negative per il mercato immobiliare della città

Invece Trump ha dimostrato più fedeltà al suo elettorato repubblicano che non alla sua città e al suo stato che, come la maggior parte degli stati più popolosi e progrediti, è chiaramente di “sinistra” e “anti Trump”.

La proposta di riforma fiscale, infatti, qualora passasse, favorirebbe gli Stati più poveri dove il costo delle abitazioni è più basso e minore la tassazione locale, favorirebbe proprio gli stati di “destra” geograficamente all’interno del Paese che costituiscono la base elettorale di Trump.

Sarebbe invece un grande colpo per le città Democratiche come New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago e Boston dove i prezzi delle abitazioni sono più alti e maggiori le tasse imposte dagli Stati ai propri residenti.

La riforma fiscale, infatti, se da una parte diminuisce le aliquote federali, dall’altra limita fortemente la deducibilità degli interessi passivi dei mutui e annulla la detraibilità delle tasse locali. Oggi chi investe a New York può dedurre dalla propria denuncia dei redditi le alte tasse locali sugli immobili e tutti gli interessi passivi sui mutui.

Immaginiamo che una coppia di professionisti compri un appartamento da un milione di dollari (80 mq scarsi) con l’80% di mutuo. Questo investimento permetterebbe di dedurre dal reddito circa 45.000 dollari di interessi e 10.000 dollari di tasse locali sugli immobili alle aliquote correnti, con un risparmio di circa 20.000 dollari all’anno, che non è poca cosa su un reddito familiare di circa 200.000 dollari.

La proposta di riforma fiscale di Trump limita la deducibilità degli interessi a 10.000 dollari annui e non permette alcuna detraibilità delle imposte sugli immobili, quindi la nostra coppia new yorkese potrebbe dedurre solo 10.000 dalla dichiarazione dei redditi invece di 50.000 dollari.

La stessa coppia in uno Stato rosso, il colore che negli Usa identifica uno Stato repubblicano, quindi conservatore, avrebbe una casa da 250.000 dollari, interessi passivi pari a 11.000 dollari annui e tasse locali sugli immobili nulle o molto basse. In questo ultimo caso, quindi, la riforma fiscale di Trump non avrebbe sostanziali ricadute negative sulla proprietà di un immobile, mentre avrebbe un effetto deprimente sugli Stati dove i costi delle proprietà sono molto più alti e dove sarà più forte l’impatto della deducibilità dei costi legati alla proprietà sarà, di fatto, limitata.

E’ interessante notare come una politica fiscale di un presidente conservatore volta a favorire l’elettorato di riferimento e le corporations finisca, inaspettatamente, almeno da un punto di vista di politica della casa, col favorire le classi medie più povere su quelle più ricche. Una redistribuzione dei redditi “a’ la Trump” che assieme all’atteso aumento dei tassi finirà col penalizzare fortemente il valore degli immobili a New York dove ora è il momento di vendere per poi ricomprare tra qualche mese quando i prezzi saranno scesi di un 7-8%.